lunedì 2 giugno 2014

Benvenuto, Carlo!

Benvenuto nel gruppo “lentamente verso il traguardo”, gruppo del quale prima o poi tutti gli atleti, volenti o nolenti, faranno parte. L'unica soluzione è che qualcuno, per non entrare, appenda le scarpe al chiodo e non calchi più i campi di gara.
Da oggi Carlo ne fa parte in modo effettivo e continuativo: non solo le sue ginocchia non consentono più i tempi di una volta, ma anche la carta di identità ha la sua importanza! Non ti preoccupare, in questo gruppo si sta bene: durante le corse più che al cronometro si dà importanza ad altre cose. Più tempo si trascorre in gara più tempo si ha per osservare piccole (o grandi) cose, come ad esempio i panorami, che sfuggono ai primi, oppure per “spendere il fiato” non per aumentare l'andatura ma per chiacchierare amichevolmente con i compagni di corsa e l'argomento principale riguarda i nipoti.
È un gruppo che molte società sportive cercano sempre di mettere in ombra, un gruppo che molti atleti “top” (?) spesso ignorano, perché (secondo loro) abbassa
il livello della società sportiva. Ma è proprio così? Non ti preoccupare, questo è un gruppo “tosto”. Qualche esempio? Qui la parola “ritiro”, se non si raggiunge il tempo prefissato, è una parola cancellata dal vocabolario. Qui le maratone finiscono un metro dopo i canonici 42195 metri. Qui, se si vede un atleta in difficoltà, ci si ferma per portare aiuto; non sentirai mai la frase, che spesso si sente nelle prime posizioni: “Anche un altro è andato...”. Tutto questo non vuol dire mancanza di impegno, ma solo la consapevolezza che l'importante è esserci, indipendentemente dal tempo finale. Il bello di questo gruppo è che è sempre in aumento.
Occasione per questo avvenimento è stata la manifestazione “Marcia dei donatori”, che si è svolta ad Azzano San Paolo. La gara di 18 chilometri ha visto correre in perfetta armonia la terna composta da Fausto & Fausto e dal nuovo entrato, Carlo. Per la verità Carlo è ancora un po' in difficoltà. No, no, non è che sia andato piano, ma ha sempre tirato il gruppo, mettendo in difficoltà i due “vecchi” (non vecchi in senso anagrafico: Carlo è nato tre anni prima), vecchi come appartenenza al gruppo. Beh, vista la sua inesperienza, per questa volta lasciamo correre... imparerà anche lui ad correre più piano! A fine gara, il più soddisfatto era proprio Carlo, che ha verificato come sia possibile correre, certo più lentamente di come era abituato, ma sicuramente con meno stress e con più soddisfazione.

"100 km del Passatore 2015?" ecco le risposte date (da sx a dx):
"Piano piano allungo e prima o poi ci arrivo!"
"Certo che no!"
"Forse che sì"
"Certo che sì!"
 

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