domenica 17 luglio 2016

L'amico ritrovato...

… e subito perso per la foto! Faticoso rientro delle Pecore Nere alla corse, anche se solo non competitive; infatti, pur avendo percorso centinaia di chilometri per raggiungere Santiago di Compostela, le gambe sono ancora legnose e correre diventa impresa ardua. Domenica scorsa si dava colpa di questa situazione al tracciato collinare della non competitiva di Paladina. Oggi la corsa, la 20a edizione della “Camminata AVIS” che si disputava a Filago, non presentava particolari difficoltà altimetriche per cui la “colpa” del nostro precario stato di forma veniva attribuita al fondo ed in particolare ai tratti lungo il fiume Brembo che risultavano particolarmente sconnessi … almeno per noi. In realtà il fondo non era poi così male, avevo già fatto parte del tracciato, con Rossana, in una delle nostre camminate del giovedì, quando abbiamo raggiunto il Castello di Marne, ma come italiano medio devo pur trovare qualche scusante.

lunedì 11 luglio 2016

Lento rientro alla normalità

Quando cinque anni fa ritirammo la nostra prima credenziale, “il passaporto per pellegrini”, Elisabetta nel consegnarcela ci diede alcuni consigli. Uno di questi riguardava i tempi di “entrata” e di “uscita” dal pellegrinaggio. Ai giorni nostri il pellegrinaggio non inizia dall'uscio di casa, come avveniva anticamente, ma si raggiunge il luogo di partenza in poche ore; questo per molti può risultare traumatico. Il consiglio di Elisabetta consisteva nel prendere qualche giorno di viaggio per poter entrare piano piano piano nello spirito pellegrino e poter affrontare la nuova esperienza in modo più consapevole; identico discorso per il ritorno alla vita normale: uscire in modo soft per aver la possibilità di interiorizzare quello che, eventualmente, il cammino ha lasciato dentro di noi. Il primo anno seguimmo il suo consiglio: viaggio in treno di un paio di giorni. Nei pellegrinaggi successivi verso Santiago optammo per il più comodo, e più economico, aereo. A rendere più lungo il rientro ci ha pensato la camminata che si è disputata a Paladina: la 37a edizione della “Quater pas per i coi de Brè”.

martedì 14 giugno 2016

Cinquina!

È ancora buio, strane figure si avvicinano al campo sportivo di Curno: chi ancora con gli occhi semichiusi per l'alzata molto anticipata dal comodo letto, chi già arzillo e pronto a “dirigere” per 12 ore la squadra per far sì che raggiunga gli obiettivi fissati, che per qualcuno potrà essere il primo posto, mentre per altri sarà sopravanzare la squadra rivale. Oggi infatti è in programma la “12 X 1 ora in pista”, manifestazione organizzata dagli Stof e giunta ormai alla 25a edizione. Se una manifestazione raggiunge il quarto di secolo vuol dire che è una manifestazione che vale.
Oggi le squadre al via sono 37. Tra i partenti ci sono pure io e, visto lo status di “Pecora nera”, non sono in nessuna squadra e per la verità non devo neppure correre per 12 ore. Come “pecorella” smarrita, gli organizzatori mi hanno permesso di partecipare, ma hanno avuto pure pietà del “vecchietto”: hanno fissato non un limite di tempo, ma hanno definito una distanza.

domenica 29 maggio 2016

I sogni si avverano all'alba

Molti di noi hanno un sogno nel cassetto; per molti di noi questo sogno rimane solo un sogno. Altri sono più fortunati ed il loro sogno diventa realtà. Uno di questi fortunati è Giuliano, che ha visto avverarsi il suo sogno. Ma quale era il sogno di Giuliano? Un attimo di pazienza! Se svelo subito il mistero sono sicuro che non proseguireste nella lettura e poi si è mai visto un giallo od un romanzo svelare fin dalle prime righe il finale? Partiamo dunque da lontano, dal secolo scorso addirittura! Ho conosciuto Giuliano, nel secolo scorso appunto, in una delle camminate non competitive che si svolgono la domenica. Uguale era la motivazione che ci aveva spinti ad intraprendere quella strada: fare un po' di moto per mantenersi in forma. Allora era molto diverso lo spirito con cui si partecipava alle camminate domenicali: le partenze non erano “all'alba”, il passo non era “esasperato”, la partenza era di “gruppo”, “chiacchierare” in corsa era la normalità, cose che oggi sembrano fantascienza. Tutti questi fattori, però, avevano un vantaggio: permettevano di conoscere gli altri partecipanti, conoscenza che piano piano si trasformava in amicizia.

lunedì 23 maggio 2016

Scommessa persa...

… se l'avessi fatta! Non mi capita spesso di perdere qualche scommessa, perché quando scommetto sono quasi sempre sicuro del risultato. In questo caso, se avessi scommesso, avrei perso! Ma di quale scommessa si parla? Lo scorso anno Fausto, dopo aver concluso la sua 20a “100 chilometri” del Passatore, affermò; “Basta, non correrò più una cento chilometri!”. Era molto soddisfatto della sua performace, lo si vedeva dalla faccia, con un ampio sorriso, ben diversa da quella dell'anno precedente, cupa ed accigliata. Anche in quell'occasione pronunciò la stessa frase. I fatti lo smentirono clamorosamente! Ora io pensavo che anche quest'anno si “rimangiasse” la parola. Perché? Perché quest'anno Giuliano sta per compiere, anche lui, una piccola impresa: completare 15 “100 chilometri” del Passatore.

Schwarze Schafe!

Si è disputata il 16 maggio a Cervia la prima edizione della “EcoMaratona del Sale”. Non molti i partecipanti alla maratona; alla fine saranno 170 i classificati, ma qualificata la presenza, non tanto di atleti di primo piano quanto di atleti che interpretano la gara in modo non competitivo. Questo modo di corre dà la possibilità di godere a pieno delle bellezze dei luoghi attraversati dalla gara e di arrivare al traguardo non stressati dal tempo finale e magari con le gambe piene di acido lattico, ma con gli occhi pieni dei paesaggi offerti dalla natura. Coloro che corrono in questo modo sono soprattutto corridori stranieri. Due di questi erano presenti alla gara: Anthon Reiter e Hartmann Stampfer, che conosco personalmente. Numerose e bellissime le foto scattate durante la gara, ma quella che è la copertina dell'articolo della maratona ritrae in prima fila alcune pecore nere o meglio “Schwarze Schafe“, che da ora sono pure internazionali!

lunedì 16 maggio 2016

Domenica 15 maggio si è disputata la prima edizione dell' “Ecomaratona del Sale”, con partenza ed arrivo a Cerva. Il percorso, nel primo tratto, attraversava le saline di Cervia, proseguendo per vari chilometri lungo l'alzaia del fiume Savio. Nella parte finale il percorso si snodava nella pineta di Milano Marittima, dopo aver sfiorato la spiaggia del Lido di Classe e del Lido di Savio. Ho iniziato con la descrizione del percorso per sottolineare che, pur essendo il fondo prevalentemente sterrato od erboso, le zone in cui transitava la gara non erano sperdute ed inaccessibili, ma comodamente raggiungibili da mezzi anche non fuoristrada.

lunedì 9 maggio 2016

ColleMar-athon: la maratona dei valori

Presente... quasi sempre a questa maratona che offre sempre qualcosa in più rispetto ai 42195 metri. Non per nulla ha scelto come motto della gara “ColleMar-athonLa maratona dei valori”. Le assenze sono state del tutto giustificabili: lo scorso anno la gara era in coincidenza con il matrimonio di mia figlia; nel 2012 eravamo appena partiti per il cammino di Sigerico che da Canterbury ci ha condotto a Roma. Per la verità quest'anno non era prevista la mia presenza in questa gara: è stato Ferdinando che ha lanciato sommessamente l'idea che si è subito concretizzata nell'arco di pochi minuti.

lunedì 2 maggio 2016

Cambiando l'ordine dei fattori il prodotto non cambia

Quasi tutte le gare podistiche, ma in particolare le maratone, vengono ricordate dagli atleti per qualche aspetto particolare che può essere positivo oppure negativo. Ci sono aspetti personali, quali ad esempio la miglior o … peggior prestazione ottenuta ed aspetti generali che sono comuni a molti dei partecipanti. In genere gli aspetti negativi, inevitabili nelle prime edizioni di una gara, vengono via via eliminati con il passare degli anni. Però ci sono le dovute eccezioni. La “Maratona del Riso”, la cui prima edizione risale al 2004, in occasione dell'anno dedicato al riso, ha mantenuto uno standard piuttosto basso. Non mi riferisco tanto ai vari pacchi gara, che in fondo sono un di più, ma all'organizzazione. Ho partecipato a diverse edizioni di questa gara. Nella prima, dove la gara transitava nella cascina dove fu girato gran parte del film “Riso amaro”, corsa sotto un sole cocente, si dimenticarono un paio di ristori. Inesperienza, si disse. Negli anni successivi i ristori erano regolari … solo che erano sprovvisti di acqua. Sempre un po' di confusione al ritiro dei pettorali e/o del pacco gara.

martedì 26 aprile 2016

25 aprile: non era Babbo Natale

Come nostra tradizione, mia e di Rossana, la giornata del 25 aprile è dedicata al cammino ed al ricordo. In questa data sono bandite tutte le corse: eh, sì proprio così. Si cammina, ma il tema è sempre lo stesso: ricordare la giornata della Liberazione. Quest'anno la nostra meta era la Malga Lunga, situata tra Gandino e Sovere, sede nel 1944 del comando della 53a Brigata Garibaldi ed ai nostri giorni di un museo dedicato alle Resistenza, non solo della valle ma di tutta la Bergamasca. Pochi, anzi quasi inesistenti, sono i cimeli in esso contenuti (un drappo, una pistola, parecchie foto e poche altre cose, ma postazioni multimediali offrono al visitatore la cosa più importate: il ricordo. Infatti sono state catalogate con cura meticolosa tutte le notizie sulla Resistenza in provincia di Bergamo.
Per forza di cose ho solo consultato una piccolissima parte di queste informazioni, per due motivi: il primo è che mi aspettavo il classico museo (documenti, indumenti, oggetti di vita quotidiana, il tutto legato alla vita partigiana in montagna; il secondo è stata la mancanza di tempo: un'oretta passata alla postazione multimediale è solo servita a prendere conoscenza di tutto il materiale.