lunedì 23 maggio 2016

Scommessa persa...

… se l'avessi fatta! Non mi capita spesso di perdere qualche scommessa, perché quando scommetto sono quasi sempre sicuro del risultato. In questo caso, se avessi scommesso, avrei perso! Ma di quale scommessa si parla? Lo scorso anno Fausto, dopo aver concluso la sua 20a “100 chilometri” del Passatore, affermò; “Basta, non correrò più una cento chilometri!”. Era molto soddisfatto della sua performace, lo si vedeva dalla faccia, con un ampio sorriso, ben diversa da quella dell'anno precedente, cupa ed accigliata. Anche in quell'occasione pronunciò la stessa frase. I fatti lo smentirono clamorosamente! Ora io pensavo che anche quest'anno si “rimangiasse” la parola. Perché? Perché quest'anno Giuliano sta per compiere, anche lui, una piccola impresa: completare 15 “100 chilometri” del Passatore.

Schwarze Schafe!

Si è disputata il 16 maggio a Cervia la prima edizione della “EcoMaratona del Sale”. Non molti i partecipanti alla maratona; alla fine saranno 170 i classificati, ma qualificata la presenza, non tanto di atleti di primo piano quanto di atleti che interpretano la gara in modo non competitivo. Questo modo di corre dà la possibilità di godere a pieno delle bellezze dei luoghi attraversati dalla gara e di arrivare al traguardo non stressati dal tempo finale e magari con le gambe piene di acido lattico, ma con gli occhi pieni dei paesaggi offerti dalla natura. Coloro che corrono in questo modo sono soprattutto corridori stranieri. Due di questi erano presenti alla gara: Anthon Reiter e Hartmann Stampfer, che conosco personalmente. Numerose e bellissime le foto scattate durante la gara, ma quella che è la copertina dell'articolo della maratona ritrae in prima fila alcune pecore nere o meglio “Schwarze Schafe“, che da ora sono pure internazionali!

lunedì 16 maggio 2016

Domenica 15 maggio si è disputata la prima edizione dell' “Ecomaratona del Sale”, con partenza ed arrivo a Cerva. Il percorso, nel primo tratto, attraversava le saline di Cervia, proseguendo per vari chilometri lungo l'alzaia del fiume Savio. Nella parte finale il percorso si snodava nella pineta di Milano Marittima, dopo aver sfiorato la spiaggia del Lido di Classe e del Lido di Savio. Ho iniziato con la descrizione del percorso per sottolineare che, pur essendo il fondo prevalentemente sterrato od erboso, le zone in cui transitava la gara non erano sperdute ed inaccessibili, ma comodamente raggiungibili da mezzi anche non fuoristrada.

lunedì 9 maggio 2016

ColleMar-athon: la maratona dei valori

Presente... quasi sempre a questa maratona che offre sempre qualcosa in più rispetto ai 42195 metri. Non per nulla ha scelto come motto della gara “ColleMar-athonLa maratona dei valori”. Le assenze sono state del tutto giustificabili: lo scorso anno la gara era in coincidenza con il matrimonio di mia figlia; nel 2012 eravamo appena partiti per il cammino di Sigerico che da Canterbury ci ha condotto a Roma. Per la verità quest'anno non era prevista la mia presenza in questa gara: è stato Ferdinando che ha lanciato sommessamente l'idea che si è subito concretizzata nell'arco di pochi minuti.

lunedì 2 maggio 2016

Cambiando l'ordine dei fattori il prodotto non cambia

Quasi tutte le gare podistiche, ma in particolare le maratone, vengono ricordate dagli atleti per qualche aspetto particolare che può essere positivo oppure negativo. Ci sono aspetti personali, quali ad esempio la miglior o … peggior prestazione ottenuta ed aspetti generali che sono comuni a molti dei partecipanti. In genere gli aspetti negativi, inevitabili nelle prime edizioni di una gara, vengono via via eliminati con il passare degli anni. Però ci sono le dovute eccezioni. La “Maratona del Riso”, la cui prima edizione risale al 2004, in occasione dell'anno dedicato al riso, ha mantenuto uno standard piuttosto basso. Non mi riferisco tanto ai vari pacchi gara, che in fondo sono un di più, ma all'organizzazione. Ho partecipato a diverse edizioni di questa gara. Nella prima, dove la gara transitava nella cascina dove fu girato gran parte del film “Riso amaro”, corsa sotto un sole cocente, si dimenticarono un paio di ristori. Inesperienza, si disse. Negli anni successivi i ristori erano regolari … solo che erano sprovvisti di acqua. Sempre un po' di confusione al ritiro dei pettorali e/o del pacco gara.

martedì 26 aprile 2016

25 aprile: non era Babbo Natale

Come nostra tradizione, mia e di Rossana, la giornata del 25 aprile è dedicata al cammino ed al ricordo. In questa data sono bandite tutte le corse: eh, sì proprio così. Si cammina, ma il tema è sempre lo stesso: ricordare la giornata della Liberazione. Quest'anno la nostra meta era la Malga Lunga, situata tra Gandino e Sovere, sede nel 1944 del comando della 53a Brigata Garibaldi ed ai nostri giorni di un museo dedicato alle Resistenza, non solo della valle ma di tutta la Bergamasca. Pochi, anzi quasi inesistenti, sono i cimeli in esso contenuti (un drappo, una pistola, parecchie foto e poche altre cose, ma postazioni multimediali offrono al visitatore la cosa più importate: il ricordo. Infatti sono state catalogate con cura meticolosa tutte le notizie sulla Resistenza in provincia di Bergamo.
Per forza di cose ho solo consultato una piccolissima parte di queste informazioni, per due motivi: il primo è che mi aspettavo il classico museo (documenti, indumenti, oggetti di vita quotidiana, il tutto legato alla vita partigiana in montagna; il secondo è stata la mancanza di tempo: un'oretta passata alla postazione multimediale è solo servita a prendere conoscenza di tutto il materiale.

lunedì 18 aprile 2016

Maratona di S. Antonio: da un Giubileo all'altro

Correva l'anno giubilare del 2000 ed in Veneto si disputava la Maratona di Sant'Antonio. Partenza da Vedelago, in provincia di Treviso, ed arrivo a Prato della Valle, a Padova. Secondo gli organizzatori avrebbe dovuto essere un'unica edizione in occasione del Giubileo, poi i si sarebbe tornati alle origini, cioè correre la Maratona di Vedelago. La storia dirà che non è così. Dal lontano 2000 la maratona continua ad avere in suo traguardo nella magnifica cornice di Prato della Valle, sotto l'ombra della Basilica dedicata a Sant'Antonio.

giovedì 14 aprile 2016

Maratona di Roma: la Roubaix delle maratone

Il fondo: ecco cosa accomuna la Maratona di Roma alla classica del ciclismo Parigi-Roubaix. Là lunghi tratti di pavé, qui ampi viali con sanpietrini rendono difficoltosa e, se piove anche pericolosa, la corsa. Domenica non pioveva, ma anche in questa situazione ci sono state alcune cadute, per fortuna senza gravi conseguenze. Qualcuno potrà dire che chi cade in una maratona è gente inesperta e alle prime armi. Nulla di più sbagliato; capita anche a chi ha esperienza da vendere. È stato cosi per “Mariolino”, che con quella di Roma festeggiava il raggiungimento del prestigioso traguardo delle 500 gare, tra maratone ed ultra portate a termine. I miei più cari auguri all'amico compagno di molte gare e un auspicio: “Alle prossime 100, Mario, poi vedremo...”.

mercoledì 13 aprile 2016

C'era uno striscione giallo con una scritta nera...

Diceva: “Verità per Giulio”, per non far sfiorire la primavera!

Le proteste e le agitazioni iniziate nel 2011 nei paesi arabi per ottenere maggiore libertà sono state denominate con un termine giornalistico “primavere”. La spontaneità della ribellione, la grande partecipazione giovanile, l’imponenza delle manifestazioni di piazza e la non violenza del movimento, avevano segnato il momento più alto di questa ondata rivoluzionaria, che appare ormai irrimediabilmente trasformata in tragiche lotte di potere. Il caso di Giulio Regeni si può inquadrare in questo contesto. Non mi dilungo oltre, non è questo né il momento né il luogo. Da subito questo blog ha aderito alla campagna di Amnesty International perché su questo fatto venga fatta piena luce. Subito mi sono chiesto: posso fare qualcosa di più? Basta un semplice logo “appiccicato” al blog per sentirmi tranquillo? Ho ascoltato con attenzione la conferenza stampa dei genitori di Giulio; a tratti ho pure “sudato” con gli occhi.

lunedì 4 aprile 2016

Maratona del Lamone: maratona artigianale

Ieri si disputavano in Italia due maratone completamente diverse. No, no, la distanza era per entrambe uguale, la classica distanza dei 42.195 metri. Diverso lo stile dell'organizzazione prima e dopo l'evento. Le due maratone in questione erano la “MilanoCityMarathon”, giunta alle 16a edizione, e la “Maratona del Lamone”, che ieri festeggiava la 40a edizione. Se potessi dare una definizione dello stile organizzativo, direi che la prima è una maratona “industriale”, mentre la seconda è una maratona “artigianale”. Enormi sforzi organizzativi, sostenuti da un budget credo milionario, caratterizzano la prima, che tra l'altro aveva come obiettivo principale il raggiungimento da parte del primo della migliore prestazione assoluta sul territorio nazionale e come obiettivo un po' più sottaciuto, ma che spesso si evinceva dagli articoli di presentazione, quello di essere la maratona italiana con più partecipanti. Fallito, beh, diciamo rimandato al prossimo anno, l'obiettivo della migliore prestazione; completamente mancato quello di aver il maggior numero di partecipanti.